Mi presento!

 

"Da parte mia
sono profondamente grato ai miei genitori
d'avermi messo al mondo.
E gratissimo sono al Padreterno
perché non m'ha fatto né peggiore né migliore
di quello che sono.
Io volevo essere esattamente così come sono.
Diverso di così mi andrei largo o stretto."

Giovannino Guareschi

 

"Virgilio Enrico Piralli
nasce a Grosio,
piccolo paesino montano
incastonato nell'alta Valtellina,
valle quasi svizzera
in provincia di Sondrio,
nel sempre più lontano
3 gennaio 1966..."

    Non crederai sul serio che voglia impostare tutta la storia nominandomi in terza persona, vero? Non ci penso nemmeno...

        Geografia a parte, il mio sangue nasconde in verità un incrocio intricato di radici: il papà, valtellinese purosangue, ha genitori piemontesi ed antenati germanici; la mamma è invece padana, della bassa bresciana, con genitori valtellinesi (quando si dice il caso!), trapiantata in alta quota dall'amore non tanto per quella terra, quanto per quel giovane agente di commercio conosciuto durante una vacanza trascorsa presso i parenti locali.

Dal ramo paterno ho indubbiamente ereditato il carattere, fermo e coerente fino alla testardaggine, ed il primo nome, Virgilio, che fu del mio carissimo nonno; non mi è mai piaciuto, ma col passare del tempo, chissà  come, me lo sento sempre più cucito addosso...
Dalla nostalgia della  mamma "emigrante" nasce invece il grande amore per la campagna,  nonostante il destino mi abbia voluto uomo montano.

        Dalla nascita ho vissuto con genitori e fratello in quel di Sondalo, pochissimi chilometri più a nord del reparto maternità dove sono atterrato, ma puntualmente ogni estate mi vedeva scendere a valle verso Acquafredda, il piccolo paesino della bassa bresciana sperduto tra la nebbia in inverno ed il mais e l'erba spagna nella stagione più mite. Qui vive tuttora la mia complice, la nonna materna ormai ultranovantenne che il 1° novembre 1985, dopo il conseguimento della maturità, mi ha "adottato" per consentirmi di proseguire gli studi.

Già... Perché andare a vivere in uno squallido appartamento di Milano per frequentare l'università quando esiste anche Parma, città   meravigliosa, ed una nonna che ti ospita proprio a   due passi? Fu durissima, ma convinsi tutti che era   vero!   Due passi, dicevo... Sveglia alle 5.30, qualche   chilometro sulla già storica Fiat 1100 che fu del   nonno paterno, (ereditata anche quella... Oh, o   quella o la bici: non c'era da scegliere!) treno al volo   alle 6.10, atterraggio a Parma alle 8.10, (avete letto   giusto: Visano - Parma, meno di 80 km, in "ben" due   ore ad andar bene!) in facoltà alle 8.30: praticamente mezza giornata se ne era già andata... E c'era il ritorno ancora da fare!

Ma mi sembrava di essere in Paradiso: finalmente il mio sguardo non era più limitato da quelle pur bellissime montagne, potevo guardare verso la linea dell'orizzonte senza quasi vederla, tanto era lontana... E tutti i giorni, due volte al giorno, sul ponte  ferroviario di Casalmaggiore attraversavo il grande e placido fiume Po,  altro grande amore che non è mai tramontato, tanto che ancora oggi,  quando mi è possibile, vado sulle sue rive ad ascoltare il silenzio... A  proposito di oggi: eccomi qua, in carne, molta, ed ossa, non meno! Ehi, psssst... dove guardi? Dai, a sinistra...
La  foto mi ritrae reduce da una delle attività che prediligo: la "pizzata"!

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 Un  gruppetto di pochi ma fedeli ed affiatati amici, tra i quali Chicco, il cui sito merita seriamente menzione e visita, mi coinvolge a viva forza (sic) in avventure culinarie di sapore epico che mi hanno fatto guadagnare "sul campo" il soprannome di Smilzo!  

Torniamo a noi. Ci sono voluti quasi quattro anni per capire che l'ingegneria non faceva per me... Non è stato però tempo buttato: quell'aria di Emilia, di Parma e di Po respirata a vent'anni mi ha certamente insegnato a vedere la vita in modo diverso: meno da tecnico e più da sognatore. Nel 1989 mi sono buttato nella mischia: casa da single a Brescia, (bella città, ma nulla a che vedere con l'Emilia...) lavoro, crescita professionale, l'amore, quello vero!, l'acquisto di una casa di nuovo in mezzo alla mia campagna, a Calcinato, una convivenza di sette anni... fino ad arrivare, il 20 settembre 1997, al matrimonio Ebbene sì, Emma ce l'ha fatta! Con questa foto scattata da Stefano "Nello" Monfardini, pazza figura ricorrente della mia vita bresciana, si chiude il tour. Programmi futuri? Qualche "piò" di terra da coltivare... Chissà... Per il momento i nostri eroi cercano di vivere felici e contenti...

(grazie di cuore ad Albertino e Carlotta Guareschi)