Il comune di Calcinato...
E' situato a 10°24'56" di longitudine Est e 45°27'19" di latitudine Nord, in quella fetta di terra bresciana incastonata tra le prealpi, l'anfiteatro morenico esterno del lago di Garda,
paradiso del windsurf, e l'inizio della grande Pianura Padana. Il suo territorio, che si estende per oltre 33 km quadrati ad una quota media di 164 metri s.l.m., ospita 10.000 anime divise in tre nuclei abitativi principali ed una nebulosa di borghi e cascinali, come si conviene ad una terra di storia contadina. E' attraversato nella direzione ovest-est da tre vie di comunicazione di primaria importanza quali la strada statale 11 "Padana Superiore", la ferrovia Milano-Venezia e l'autostrada A4 "Serenissima", mentre è diviso da nord a sud dal fiume Chiese, diretto verso l'Oglio.
Anche se abitato fin dall'età romana, come testimoniano una lapide al Dio Apollo, una
tomba con suppellettili ed un tesoretto di monete di età imperiale qui rinvenuti in varie epoche, il suo nome compare per la prima volta in un documento del 813 d.C., quando le monache bresciane di Santa Giulia vi acquistarono dei beni. Ma è nel pieno del Medioevo, con l'affermarsi del Comune rurale ed il disgregarsi dei feudi dei conti Longhi di Montichiari, che Calcinato si va configurando nei tre nuclei urbani: il
capoluogo, attorno alla chiesa di San Vincenzo sul colle morenico più meridionale, sede delle principali funzioni amministrative; Calcinatello, a vocazione agricola, chiamato un tempo Borgo oltre il Chiese, gravitante prima attorno alla chiesa di Santo Stefano (Garletti) ed attratto poi verso la chiesa francescana di Santa Maria (dal '400); ed infine Ponte San Marco, il nucleo più piccolo ma strategicamente più importante, sia per il controllo sulle vie di comunicazione, sia perché da qui si estrassero dal Chiese le seriole Calcinata e Marina, indispensabili per secoli ad un'economia fondamentalmente agricola.
Sfruttando l'energia idraulica della seriola Calcinata poté inoltre decollare, nel corso del '700, l'industria della seta. I numerosi opifici sorti allora vennero concentrati nel corso del secolo scorso in due e poi in un unico grande stabilimento che attrasse numerosa manodopera anche dai paesi vicini. Con l'entrata in funzione a Ponte San Marco del cotonificio Schiannini (1902), l'industria tessile calcinatese raggiunse il massimo del suo splendore, superato negli ultimi decenni da una moltitudine di imprese di piccole e grandi dimensioni specializzate nei più vari settori. Ai margini dello sviluppo industriale si mantenne invece Calcinatello, dove la gran parte delle risorse venne impiegata nella bonifica della grande campagna che poté dirsi conclusa solo nel secondo dopoguerra.
Come la stragrande maggioranza dei comuni della provincia, anche Calcinato visse per lo più di riflesso i grandi avvenimenti storici degli ultimi secoli; nel 1706 qui si scontrarono le truppe francesi e imperiali; nel 1797, presso il ponte di San Marco, i partigiani della Repubblica di Venezia opposero un'accanita quanto inutile resistenza contro i rivoluzionari bresciani appoggiati dai francesi. Se le guerre portarono a Calcinato personaggi famosi come Napoleone alla vigilia della battaglia di Lonato e Vittorio Emanuele II prima di quella di San Martino, è necessario ricordare che altre furono le persone che resero illustre il paese, sia perché qui ebbero i natali sia perché lo scelsero come patria d'adozione: Giulia Ferraboschi, promotrice della pubblica istruzione, Antonio Bianchi, agronomo di fama nazionale, don Vincenzo Bertini, educatore dei giovani, Giuseppe Guerzoni, letterato, garibaldino nonché biografo dell'eroe dei due mondi, Arturo Mercanti, pioniere del turismo moderno e dell'aviazione.
Sotto il profilo artistico ed architettonico si segnalano le parrocchiali di Calcinato e Calcinatello. Riedificate rispettivamente nella prima metà dell'ottocento (con l'intervento di Rodolfo Vantini) ed attorno alla metà del settecento (con l'intervento di Paolo Sorattini), esse conservano opere d'arte di prim'ordine, tra cui le tele del Cristo Risorgente di Paolo Farinati (1582) e quella dell'altare maggiore di Sante Cattaneo (fine '700) a Calcinato, la pala raffigurante la Madonna con San Francesco e le anime purganti di Antonio Dusi (1759) a Calcinatello. Domina sulla campagna, dall'alto della morena calcinatese, la splendida torre civica.
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(grazie di cuore ad Albertino e Carlotta Guareschi - fonte Tonelli Marina)